Descrizione

Anno 2000 con soli 54200 km, corredata di tris valigie Bmw. Totalmente originale e conservata in eccellenti condizioni!

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Storia della moto:

La BMW R 850 GS del 2000 rappresenta uno dei capitoli più affascinanti, rari e “segreti” dell’intera dinastia dei modelli GS.

Mentre il mondo intero nel 2000 impazziva per il debutto della nuova e muscolosa R 1150 GS (quella con il famoso faro asimmetrico “a sguardone”), la R 850 GS viveva il suo ultimo anno di produzione ufficiale. È stata una moto di nicchia, prodotta in pochissimi esemplari (poco più di 2.200 in totale tra il 1998 e il 2001), ma chi ne possiede una oggi la custodisce come un vero tesoro d’epoca.

La Genesi: Perché fare una GS “piccola”?

Alla fine degli anni ’90 la R 1100 GS era la regina incontrastata delle enduro da viaggio, ma era anche imponente, costosa e impegnativa. BMW decise quindi di applicare la stessa formula usata per le stradali: prendere la ciclistica della maxi e installare il motore Boxer da 848 cc. Esteticamente la R 850 GS del 2000 è del tutto identica alla precedente R 1100 GS (mantenendo il faro rettangolare classico e il celebre “becco” anteriore). L’unico modo per distinguerle a colpo d’occhio era leggere la scritta sul serbatoio.

Tuttavia, l’anno 2000 ha rappresentato un momento di transizione unico: la R 850 GS è rimasta a listino come alternativa d’ingresso più accessibile, fluida e “analogica” rispetto alla neonata 1150 tecnologica.

La Tecnica e le Differenze con la “Sorellona”

Rispetto alla 1100, la cilindrata ridotta modificò profondamente il carattere della moto, rendendola per certi versi persino migliore:

  • Erogazione da velluto: Il motore erogava 70 CV (3 in meno della stradale R per via di una diversa mappatura e aspirazione volta a privilegiare i bassi giri). Pur avendo meno coppia massima rispetto alla 1100, la fluidità era nettamente superiore, con pochissimo effetto “seghettamento” ai bassi regimi.

  • Ciclistica da Maxi: Telaio portante in tre parti, sospensione anteriore Telelever e posteriore Paralever con trasmissione a cardano. Rispetto alla versione stradale R, qui le escursioni erano maggiorate (190 mm all’anteriore e 200 mm al posteriore) per digerire lo sterrato e le buche.

  • Ruote pronte a tutto: A differenza della stradale che montava cerchi in lega da 17 pollici, la GS sfoggiava i mitici cerchi a raggi incrociati brevettati da BMW (da 19″ all’anteriore), adatti a pneumatici tubeless e perfetti per l’off-road leggero.

Il posizionamento sul mercato: In alcuni mercati europei (come la Germania), la R 850 GS del 2000 veniva venduta anche in una versione depotenziata a 34 CV per i neopatentati. Questo la rendeva l’unica vera “maxi-enduro” guidabile fin da giovani, un unicum assoluto per l’epoca.

Perché oggi è un oggetto di culto

La produzione della R 850 GS si è conclusa a ridosso del 2001. All’epoca molti acquirenti preferivano spendere qualcosa in più per portarsi a casa la cilindrata maggiore, il che spiega i bassi numeri di vendita. Ma il tempo le ha dato ragione per tre motivi:

  1. Rarità collezionistica: Trovare una R 850 GS del 2000 originale e ben tenuta oggi è molto difficile. Ha una rivalutazione storica superiore rispetto alle sorelle 1100 e 1150 proprio a causa della sua rarità.

  2. Affidabilità totale: Avendo meno stress meccanico sui componenti rispetto al motore grosso, il Boxer 850 è considerato uno dei motori più longevi e indistruttibili mai progettati a Monaco di Baviera.

  3. L’ultima vera “faro quadro”: Insieme agli ultimi stock della 1100, il modello 2000 della 850 chiude l’era estetica del faro rettangolare e delle linee massicce tipiche degli anni ’90, prima del passaggio definitivo ai fari asimmetrici del nuovo millennio.

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